Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Dopo la morte della madre, l'adolescente Gretchen, affranta dal dolore, si trasferisce con il padre Luis, la matrigna Beth e la sorellastra muta Alma in una località turistica sulle Alpi Bavaresi. La famiglia è lì per contribuire alla costruzione di un nuovo hotel sul terreno di un fatiscente rifugio di montagna di proprietà dell'enigmatico Herr König, che offre a Gretchen un lavoro alla reception per aiutarla ad adattarsi. Poco dopo il loro arrivo, iniziano ad accadere cose strane. Gretchen incontra diverse ospiti che vomitano, Alma soffre di convulsioni innescate da un misterioso urlo riverberante e Gretchen ha un incontro terrificante con una donna incappucciata mentre torna a casa in bicicletta una sera, ma l'incidente viene liquidato dalla polizia come uno scherzo. (Wikipedia)
Secondo lungometraggio per il regista tedesco, un horror fantascientifico che, nonostante il buon cast di supporto, si regge tutto sulle spalle di Hunter Schafer, della quale come saprete sono tifoso sfegatato, anche qui bravissima a dare lustro ad un film, per il resto, non eccezionale, che però, diverte.
This is the German director's second feature film, a sci-fi horror that, despite a strong supporting cast, rests entirely on the shoulders of Hunter Schafer, of whom, as you know, I'm a huge fan. She does a fantastic job here too, bringing a touch of coolness to an otherwise unexceptional film that, however, is entertaining.




















