1773. La prima parte del libro è ambientata in un podere, Vitigliano di Sotto, dove vive un mezzadro, Luca Fallaci, e sua moglie Apollonia. Questi hanno quattro figli: Gaetano, Carlo, Violante e Aloisio (morto a quattordici anni). Carlo, un ragazzo bello e coraggioso, è colui che potrebbe essere denominato il "ribelle" della famiglia. Odia il fatto che il padre sia un terziario francescano e, a differenza di tutta la sua famiglia, sa leggere e scrivere. Un giorno, gli propongono di partire per l'America ed egli accetta subito. La condizione per partire era quella di andare a Firenze e aspettare che il segretario di Filippo Mazzei lo portasse al porto insieme ad un gruppo di altri uomini. Carlo, però, si distrae leggendo alcuni libri e così, amareggiato, ritorna a casa. Qui ritrova suo padre morente e, sul punto di morte, gli fa promettere di continuare il suo progetto iniziale, ovvero quello di comprare con i risparmi di tutta la sua vita, un podere: San Eufrosino di Sopra. Carlo, allora, rinuncia alla sua vita spensierata e diventa anch'egli terziario francescano. (Wikipedia)
Grandioso romanzo autobiografico, al quale l'autrice ha lavorato per anni (interrompendosi per scrivere di getto La rabbia e l'orgoglio, a seguito degli attentati dell'11 settembre 2001), non terminato, pubblicato postumo dal nipote ed erede universale di Oriana, Edoardo Perazzi, che ha curato la pubblicazione, dichiarando di aver seguito precise disposizioni della scrittrice riguardanti sia il titolo sia il testo del libro. Fin dal titolo, volutamente con la forma arcaica di ciliegie, si intuisce l'ego smisurato dell'autrice; al tempo stesso, questo ego è il motore di un romanzo storico, misto ad autobiografia, veramente bello, coinvolgente, dettagliato, che porta il lettore in giro per mare e terra fin dall'inizio.
A magnificent autobiographical novel, on which the author worked for years (interrupting to write "The Rage and the Pride" in one go, following the attacks of September 11, 2001). Unfinished, it was published posthumously by Oriana's nephew and sole heir, Edoardo Perazzi, who oversaw the publication, declaring that he followed the author's precise instructions regarding both the title and the text of the book. The title itself, deliberately in the italian archaic form of "cherries" (ciliege instead of ciliegie), hints at the author's immense ego; at the same time, this ego is the driving force behind a truly beautiful, engaging, and detailed historical novel, blending with autobiography, which takes the reader on a voyage across land and sea from the very beginning.






















