Giudizio sintetico: si può vedere (3,5/5)
Vincent è un grafico in un'agenzia. Mentre è al lavoro, Hugo, il nuovo stagista, lo aggredisce violentemente con il suo computer portatile, al punto che diversi altri colleghi devono trattenerlo. Il team pensa che Hugo abbia avuto un esaurimento nervoso e Vincent decide di non denunciare l'accaduto alle Risorse Umane. Il giorno dopo, Yves, un altro collega, pugnala Vincent al braccio con una penna. Entrambi finiscono in commissariato. Yves, sconvolto, non riesce nemmeno a spiegare perché ha aggredito Vincent. Il commissario di polizia alla fine ritiene che sia dovuto allo stress e Vincent decide di non sporgere denuncia. Dopo un colloquio con il responsabile delle Risorse Umane, gli viene chiesto di lavorare da casa, per il bene di tutti i colleghi. Vincent sospetta di essere vittima di una cospirazione all'interno dell'agenzia. Quella sera, Vincent ha un appuntamento. La conversazione prende una brutta piega quando Vincent vede un senzatetto investito da un'auto mentre lo stava osservando stranamente dalla strada. (Wikipedia)
E' un debutto nel lungometraggio estremamente interessante, questo horror che si iscrive in quello che ormai è un filone vero e proprio (quello, appunto, dell'horror francese), e che ci sta proponendo un sacco di storie intriganti. Realizzazione minimale ma molto efficace, e un protagonista, Karim Leklou nei panni del protagonista Vincent, che sembra nato per questa parte (ma sappiamo che non è così, visto che la sua filmografia è già molto lunga).
This is an extremely interesting feature-length debut, this horror film that fits into what has become a veritable genre (that of French horror), and which is offering us a wealth of intriguing stories. The film is minimalist but very effective, and the lead actor, Karim Leklou as Vincent, seems born for the part (though we know this isn't the case, given his already extensive filmography).

























